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Iinerario della Sicilia in camper
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Partenza la sera del 20 giugno (intorno alle 21!) e percorso da Roma a Villa San Giovanni, dove arriviamo il giorno successivo (21 giugno), sotto una costante pioggia. Il passaggio dello stretto coincide con l'orario del pranzo: mangiamo sul traghetto. Ci dirigiamo sulla autostrada Messina-Palermo dove facciamo camper service nell'area Tremestieri Ovest (N 38.14246 – E 15.51750). Alle 16.30 usciamo dall'autostrada e saliamo verso Castelmola. Trascorriamo in questo borgo, annoverato tra “I più belli d'Italia”, circa un'ora: passeggiata interessante sia per la bellezza delle caratteristiche viuzze sia per alcuni importanti monumenti. Nella parte più alta del paese il Castello di cui restano i ruderi delle mura normanne; qui si produce un vino molto particolare: il vino alla mandorla. Molto suggestivo il panorama; dal Castello lo sguardo può arrivare fino all'Etna. Finiamo il nostro tour abbastanza presto, pertanto proseguiamo in direzione Taormina. La sbalorditiva bellezza della cittadina impressiona! Lasciamo sorpresi ed ammirati i palazzi e le vie del centro e, unico nel suo genere, per noi, la Villa Comunale e l'Anfiteatro. Impossibile poi dimenticare gli squisiti dolci che acquistiamo nel laboratorio dolciario del Sig. Ignazio (via Jallia Bassia, 28): cannoli, gelato, dolcetti alle mandorle e ai pistacchi. Ci attardiamo fino quasi a sera, quando risaliamo sul nostro camper: direzione Etna.
22 giugno
: ci alziamo con comodo e ci informiamo sulla visita ai crateri; per vedere i più alti (e più attivi) si deve salire con la funivia, poi con i fuoristrada e poi a piedi con le guide! Decidiamo per la sola escursione ai crateri bassi. Ammiriamo questa paesaggio così insolito, acquistiamo qualche ricordino in pietra lavica e riprendiamo il nostro viaggio. Oggi abbiamo deciso di concederci qualche ora al mare, e per la sosta la scelta cade sulla località Fontane Bianche. È molto nota come località e paragonata alle spiagge caraibiche; è senz'altro bella ma per noi non così unica. Alle 17 circa proviamo a cercare la Cavagrande del Cassibile. Ci lasciamo ingannare dal nome e iniziamo proprio dalla località chiamata Cassibile (qui c'è, tra l'altro, un magnifico edificio ormai in rovina), ma presto scopriamo che si tratta del Cassibile fiume, e si raggiunge attraversando Avola antica. Si deve salire un bel po' percorrendo una strada non proprio ampia, ma con un manto stradale perfetto! Arrivati al parcheggio (N 63.96763 – E 15.09431) decidiamo di scendere ai laghetti. Il sentiero si chiama “Scala Cruci” con accesso consentito solo dalle 9 alle 17 per motivi di sicurezza; chiediamo e ci dicono che in realtà si può scendere; il decreto è datato 1 marzo 2010 e, con molta probabilità si riferisce al periodo primaverile quando dopo le 17 la visibilità diminuisce. Impieghiamo 30 minuti in discesa e circa 40 in salita. Il posto merita assolutamente! Concludiamo la nostra escursione intorno alle 20,30; rimandiamo di un pochino la cena e ci spostiamo a Noto, dove troviamo un parcheggio di fortuna, ceniamo e usciamo per una passeggiata al centro. Il barocco del centro storico merita appieno l'iscrizione al patrimonio UNESCO; attraversiamo la via centrale gustando una fantastica granatina alla fragolina di Noto e fotografando gli splendidi palazzi; unico appunto l'incuria sulla conservazione degli edifici. Pochi sono stati restaurati, troppi abbandonati. Torniamo al camper alle 23 e per la notte ci spostiamo a Siracusa dove arriviamo tardissimo e non appena scorgiamo alcuni camper in sosta ci fermiamo.
23 giugno
: ci accorgiamo subito di aver parcheggiato non lontano dall'ingresso dell'Ortigia (N 37.06940 – E 15.29144), il quartiere più antico di Siracusa. Si arriva dapprima davanti al tempio di Apollo (tempio dorico del VI secolo a.C.), il più antico tempio dorico d'Occidente. I lavori di scavo e recupero sono durate quasi cento anni! Lasciato il tempio si percorre Corso Matteotti, strada moderna e commerciale, per poi arrivare in Piazza Archimede, con al centro la bella fontana di Artemide. Entriamo nel cuore dell'Ortigia e visitiamo dapprima il Duomo, quindi il Palazzo Bellomo, custode della preziosa e incantevole tela del Caravaggio “Il seppellimento di Santa Lucia”. Riscendiamo via Picherale fino a Fonte Aretusa; la leggenda racconta che la ninfa Aretusa, ancella di Artemide, fece innamorare il dio fluviale Alfeo, lei non ricambiandolo per salvarsi fuggì in Sicilia. Qui Artemide la tramutò in una fonte nei pressi del porto di Siracusa, ad Ortigia. In ultimo visitiamo il Castello Maniace. Domina da un lato il mare e, dall'altro, la città; fu fatto costruire a difesa del porto naturale di Ortigia dal comandante bizantino Giorgio Maniace nel 1038. È tardi, si torna indietro ...passando per il mercato! Acquistiamo capperi, frutta, verdura; in fondo alla strada scopriamo i prodotti unici del Caseificio Borderi; il simpatico e competente titolare ci fa assaggiare una varietà incredibile di formaggi e non solo! Non dimenticheremo i bocconcini di pomodorini secchi e pecorino, il prosciutto, le mozzarelle affumicate e la ricotta (molto delicata e saporita). Usciamo con due pesanti bustine, salutiamo il cortese proprietario e corriamo al camper per il pranzo. Finito il pranzo ci si rimette su strada e uscendo da Siracusa facciamo una visita al Santuario della Madonna delle Lacrime e alla Riserva Marina di Capo Murro di Porco. La bimba reclama il mare e così iniziamo a girare alla ricerca di un posto accogliente per i nostri 7 metri! Ci fermiamo in un bel posticino; un bagno, una chiacchieratina con una simpatica coppia di Catania, cena e di nuovo su strada. Destinazione Agrigento; come spesso succede, per sfruttare al massimo le nostre giornate aspettiamo la sera per spostarci. La strada da percorrere è molta ed arriviamo a mezzanotte passata! Il sonno ci assale e parcheggiamo per la notte nel primo luogo dal tranquillo aspetto: il parcheggio di un supermercato. Intorno alle 7 del mattino del 24 giugno la tranquillità svanisce e veniamo svegliati dai rumori di alcuni mezzi da lavoro. Visto che ci siamo si fanno un po' di rifornimenti alimentari; di seguito visita alla Valle dei Templi. Questo è un sito straordinario, opere grandiose incorniciate da uno spettacolo naturale strabiliante! Il percorso sotto il sole stanca, ma la maestosità dei monumenti ripaga ampiamente il sacrificio. Nel pomeriggio c'è il terzo incontro dell'Italia per i mondiali di calcio; il viaggio si interrompe per lasciar spazio al tifo! Ci posizioniamo sul lungomare di San Leone (N 37.25005 – E 13.60603). La spiaggia è veramente bella ma il fondale del mare è subito profondo, poco indicato per bambini. Prima della fine della partita il nostro viaggio riprende: siamo stati eliminati. Non abbiamo ancora pianificato il percorso del giorno, così consultiamo il piccolo libro che ci era stato regalato a Castelmola con una splendida spiegazione di alcuni borghi medievali siciliani. Decidiamo per Caltabellotta. Passiamo nei pressi della Scala dei Turchi, ci fermiamo: è un miracolo della natura! Una falesia sul mare di color bianco candido; si può arrivare fin su ed è uno spettacolo meraviglioso! A mio giudizio molto più bello delle famose falesie di Etretat.Arriviamo a Caltabellotta in tarda serata e delle gentilissime persone ci suggeriscono un bel posticino, tranquillo e sicuro per la sosta (N 37.57905 – E 13.21659). Riposiamo nel silenzio assoluto proprio sotto al Castello. 25 giugno: usciamo molto presto in cerca di qualcosa da acquistare per la colazione, visto che abbiamo terminato le nostre scorte. Nel Bar Randazzo di piazza Umberto ci sono dei cannoli ripieni di ricotta e dei cornetti alla mandorla deliziosissimi. Terminata la colazione saliamo al castello; il percorso ha una notevole pendenza, ma non ci vuole molto tempo per raggiungere le rovine di questo che è stato ; il panorama è stupendo. Moltissimi i monumenti in questo paesotto un po' fuori dalle solite rotte turistiche. Curiosa la lapide che ricorda la rivolta degli schiavi nel XXI centenario. Durante la seconda guerra servile tutti gli schiavi si erano riuniti a Caltabellotta, a quel tempo chiamata Triokala. Combatterono due anni contro i romani, ma, alla fine, guidati da un tal Satiro, furono costretti ad arrendersi per la fame. Condotti a Roma per combattere contro le bestie al Colosseo, per non cedere ai romani, si uccisero a vicenda e, alla fine, Satiro suicidò. Dopo questa originale storia proseguiamo la nostra visita e, purtroppo, troviamo solo una Chiesa aperta, Santa Maria di Monte Carmelo; l'Eremo di San Pellegrino e la Chiesa di Montevergine sono chiuse. Prossima mete Selinunte e Segesta. Le due aree archeologiche distano circa 70 km l'una dall'altra ma si può acquistare il biglietto cumulativo per visitarle entrambe. A Selinunte si può usufruire di mini-auto elettriche (con prezzi variabili in base al percorso), mentre a Segesta di un servizio navetta per raggiungere l'acropoli (1.50 € a persona). Il Tempio di Segesta è a 200metri dalla biglietteria. Si riprende il viaggio e, dopo aver seguito delle indicazioni, arriviamo alle Terme di Segesta; vediamo molte auto che si inoltrano in una stradina, le seguiamo ed arriviamo ad un fiume caldo con una cascatella dove molte persone si immergono in un bagno rilassante. Facciamo anche noi il bagno, ma il posto non è degno di essere segnalato. Conosciamo una simpatica ragazza di Alcamo che ci fornisce preziosi suggerimenti per una cena nella sua città. Mangiamo pizza, panelle e sfincione (una sorta di morbida focaccia condita con cipolla pomodoro e origano); i dolci li gustiamo nel bar 900, in Corso VI Aprile: cassatine e iris, una sorta di grande arancino ripieno di ricotta e nutella! Alcamo è una città non facile da visitare in camper: attenzione alle stradine dove, a causa dei frequenti parcheggi incontrollati, lo spazio si riduce fino ad impedire il passaggio ai mezzi un pochino fuori misura standard! Si riparte e a notte fonda si arriva alla Baia Santa Margherita, nei pressi di San Vito Lo Capo (N 38.12119 E 12.73273); fino allo scorso anno (2009) si poteva parcheggiare liberamente sulla spiaggia; ora però il parcheggio, sempre libero, è stato spostato negli spazi che costeggiano la provinciale 16. Per agevolare i turisti il comune ha istituito un servizio navetta con un simpatico trenino che durante tutto il giorno transita dai parcheggi al mare. Il 26 giugno passiamo la mattinata al mare, dopodiché decidiamo di vedere la Riserva dello Zingaro ...dall'alto! Proseguiamo verso la costa nord della Sicilia. Arriviamo a Carini e ci fermiamo nel centro commerciale Poseidone: un po' di provviste e dei deliziosi arancini. Vorremmo visitare il castello e il borgo antico, ma non troviamo un parcheggio decente, così ci spostiamo a Caccamo, dove dovrebbe esserci un punto sosta vicino al Convento dei Cappuccini; il piazzale esiste ma è occupato dai gazebo del mercato contadino. Troviamo comunque un bel posto in un parcheggio sulla Via Termitana (N 37.93393 - 13.66114), poco prima del Castello. 27 giugno: visitiamo il Castello Medievale. Di epoca normanna è stato restaurato da non molto, anche se a causa di un restauro deprecabile la pavimentazione originale è andata persa. È il più grande maniero della Sicilia ed a detta di molti, il più bello d'Italia. Il luogo ha dato adito a varie leggende; in primis quella dell'origine punica dell'edificio, poi smentita dagli storici; poi, quella del fantasma di un castellano che, lasciato morire di fame e di sete nei sotterranei dopo aver subito torture e mutilazioni, pare si aggiri ancora per le stanze con un aspetto orribile; altra credenza è quella di una suora di gradevole aspetto che nei giorni di luna piena e vestita di bianco, si aggira con in mano un melograno: chi dovesse riuscire a mangiarlo senza toccarlo con le mani troverà al più presto un tesoro. Nel paese ci sono 33 Chiese, a ricordo degli anni vissuti da Cristo; non ne vediamo molte, anche perché chiuse. Passando per piazza Duomo, però, si possono osservare vari edifici definibili veri gioielli dell'architettura. Qui il complesso della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, la Chiesa dell'Oratorio e il Palazzo del Monte di Pietà; questo complesso è chiuso al pubblico, peccato perchè sarebbe molto interessante vedere la Chiesa delle Anime Sante che è sede della confraternita omonima. Fu costruita nelle prima metà del XVIII secolo dalla confraternita che, nei locali sottostanti, la adibirono a cimitero i soli appartenenti alla stessa. Quando il ben noto editto napoleonico istituì i pubblici cimiteri, non venne più utilizzata. Riusciamo a vederla dall'esterno. Nella stessa piazza la Chiesa Madre, o Duomo, dedicata a San Giorgio. Fortunatamente è aperta anche se con una funzione religiosa in corso, così riusciamo ad ammirare la tela con il Beato Giovanni e con il panorama della città, la volta con bellissime decorazioni ottocentesche, il bianco Fonte Battesimale con ai quattro lati il monogramma del nome di Gesù Cristo, San Giorgio a cavallo e gli stemmi delle famiglie Cabrera e Prades. Siamo abbastanza stanchi, riprendiamo il nostro camper e saliamo nella zona più alta del paese. Ripartiamo dopo aver acquistato un po' dei prodotti del mercato contadino collocato proprio alle spalle del Convento dei Cappuccini; riprendiamo quindi l'autostrada Palermo-Messina, pranziamo in un'area di sosta di Cefalù, facciamo un giretto ma il paese non entusiasma più di tanto, troppo commerciale e poco curato. Unico edificio che consideriamo degno di essere citato il Duomo; anche qui racconti leggendari sull'origine: Ruggero II (normanno), , nella speranza di salvarsi da una tempesta che lo aveva sorpreso in mare, fece voto di innalzare una Chiesa in onore del Salvatore, così il 7 Giugno del 1131 iniziarono i primi lavori per la costruzione della Basilica. Torniamo alla nostra base e ci rimettiamo su strada; ci incuriosisce l'indicazione del Santuario della Madonna di Tindari (sito web). Parcheggio obbligato nel piazzale in via Monsignor Pullano verso le 19; il parcheggio è a pagamento fino alle 19. Riusciamo a salire sull'ultima corsa della navetta. Visitiamo il bel Santuario nuovo, restiamo impressionati dai grandi mosaici in cui sono rappresentati i misteri del Rosario sulle navate laterali. Facciamo una bella passeggiata verso l'area archeologica di Tyndaris e ammiriamo un panorama indescrivibile. I giorni a disposizione son quasi al termine, prossima meta le Isole Eolie. Trascorriamo la notte a Milazzo in un parcheggio lungo la Strada Panoramica.
28 giugno: saliamo sull'aliscafo Siremar e arriviamo a Vulcano. Giro del paese e poi subito ai fanghi vulcanici. Entrando in questa struttura, se così possiamo chiamarla, si ha l'accesso alla “Pozza” dei fanghi, al “ mare caldo” o “acque calde” e alle "fumarole" (qui solo con al seguito una guida). La "Pozza" è alimentata da bolle di vapori sulfurei. Conserveremo l'odore di zolfo per giorni. Prima di riprendere il nostro aliscafo  mangiamo il famoso "pane cunzatu"; è un pane abbrustolito e condito nei modi più svariati: molto molto buono.
La vacanza è giunta al termine; passiamo in tarda sera lo stretto, notte sulla Salerno-Reggio Calabria in un'area di sosta (che coraggio!) e rientro a casa nel pomeriggio del 29 giugno.

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