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Vacanze estive in camper Sicilia
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Partiamo il 29 luglio, è giovedì pomeriggio. Strategia inevitabile per non passare metà delle nostre vacanze sulla Salerno-Reggio Calabria. Ed infatti non troviamo code e neanche rallentamenti. Unico ingorgo di venti minuti a Villa San Giovanni a causa di un autobus fermo sotto una galleria. Alle 9.15 del 30 siamo già sul traghetto della Caronte. Questa volta facciamo il giro dell'isola al contrario rispetto al precedente viaggio (vedi), prendiamo così l'autostrada ME-PA, ci fermiamo x il camper service (N 38.23677 - E 15.43766) e proseguiamo in direzione Palermo. Usciamo a Brolo ci fermiamo per un po' di spesa al Sidis (N 38.15576 - E 14.81865). Primi arancini (qui vengono chiamati rustici) e pranzo. Lasciamo qui il camper ed arriviamo al centro. Il Castello è chiuso a quest'ora, ma un gentile dipendente ci fornisce utili informazioni sulla zona. Il primo consiglio che seguiamo è quello del caffè speciale del Bar dei Portici: meraviglioso! È un'antica ricetta di caffè freddo, sembra una granatina mantecata. Decidiamo di passare il primo pomeriggio al mare: ci passiamo in realtà tutto il pomeriggio: la prima metà a cercare di rimettere su strada il camper che si è insabbiato nel parcheggio. Errore commesso per parcheggiare all'ombra. Ad ora di cena ci spostiamo nel piazzale antistante il cimitero (N 38.15648 - E 14.83150). Cena veloce e visita al Castello che fu residenza della Principessa Bianca Lancia. All'interno sono allestiti il Museo storico della pena e della tortura e il Museo delle fortificazioni costiere della Sicilia. In questo periodo organizzata la manifestazione "Medievalia", una serie di serate con rassegne di arte, cultura, scienza e musica. Mangiamo degli splendidi cannoli alla ricotta nella Pasticceria Raffaele. 31 luglio: lasciamo Brolo e ci addentriamo nel Parco dei Nebrodi, a San Marco d'Alunzio. Meriterebbe una visita più accurata ma il tempo non è un granché così ad ora di pranzo e dopo un breve giro ci spostiamo verso Carini. Lasciamo il camper a circa 800 metri (N 38.13558 - E 13.18551), abbastanza lontani dal Castello, ma più vicini è impossibile. Visitiamo il ben noto maniero, testimone dell'amaro caso della Baronessa di Carini. È aperta da pochi mesi al pubblico la stanza del delitto, dove sono state impresse proprio nel punto esatto dell'omicidio delle macchioline di vernice rossa. Ci informano che sono in corso gli esami del dna per stabilire l'appartenenza delle vere macchie di sangue rinvenute sul muro. Il belvedere del Castello è imperdibile. Giro della città e pausa gelato in piazza, meraviglioso il gelato al gelso nero. Di ritorno dal castello ci colpisce il tipo di insegna delle macellerie di Carini: qui si chiamano "carnezzerie". Entriamo nella "carnezzeria" di Giuseppe e Francesco in corso Garibaldi ed acquistiamo i calzoni (prosciutto cotto e mozzarella in un involucro di carne trita panata) e della salsiccia al limone. Purtroppo assaggiamo il tutto ormai lontani da Carini: tutto si rivela buonissimo e ci pentiamo di non aver abbondato con le quantità e di non aver aggiunto altre prelibatezze! Nuovo spostamento verso Erice. Per arrivare fin su il tom-tom ci fa percorrere una strada strettissima, attenzione quindi a chi usa un navigatore! In Sicilia è meglio tener d'occhio anche lo stradario: le strade sono molto spesso inadatte ai camper. Parcheggiamo vicino Porta Spada dove stazionano già altri camper (N 38.04087 - E 12.58480 - P gratuito ma i posti liberi non sono molti, quasi tutti sono a pagamento, camper 1.50€/h. oppure 10€ al giorno). Ci immergiamo in una Erice by night, è molto bella ma fa veramente freddino.

Al mattino (1 agosto) ci avviamo di nuovo verso il centro. Visitiamo il Castello di Venere, alcune Chiese e l'imperdibile Duomo (o Chiesa Madre). Qui la volta è un tripudio di decorazioni in stucco dall'aspetto di preziosi ed elaborati merletti: è la più bella volta mai vista (per noi, ovviamente!). Lasciamo Erice dopo aver assaggiato i fantastici dolci del laboratorio-pasticceria Grammatico Maria in via V.Emanuele. Ci spostiamo quindi sul lungomare dove pranziamo nei pressi dell'Isola di Mozia. Sull'isola oggi non si può andare per dei non ben definiti problemi tecnici, così passiamo il resto del pomeriggio in spiaggia nei pressi di Marsala. Dopo il mare giretto nel centro storico di Marsala con l'immancabile gelato; qui ancora nuovi gusti: ricotta e marsala. Non male il caffè gelato con panna, anche se meno buono rispetto a quello di Brolo. Vicino Porta Garibaldi (sulla destra) la mattina c'è mercato, mentre la sera si illuminano molti localini caratteristici. Per la notte sosta sul lungomare dove c'è anche un camper service (sprovvisto d'acqua, comunque approfittiamo per scaricare - N 37.79479 - E 12.43258). Al mattino (2 agosto) ci alziamo verso le otto; il programma della giornata prevede la visita alle famose Cantine Florio ed eventualmente all'isola di Mozia. La visita guidata alle cantine dove si produce il famoso marsala si rivela interessantissima (Via Florio 1, Marsala (TP) - Tel. 0923 781306; aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9,00 alle 18,00; sabato dalle 9,00 alle 13,00; domenica chiuso adulti 5€ - bambini gratis) – sito web in inglese e in italiano. A fine visita ci arriva la notizia che l'isola di Mozia è ancora chiusa al pubblico per motivi tecnici, così decidiamo di proseguire. Arriviamo dopo un lungo spostamento al lago Arancio dove pranziamo, niente di eccezionale. Riprendiamo il viaggio fino al Monte San Calogero (nei pressi di Sciacca). Sulla sommità del monte c'è il Santuario dedicato a San Calogero che qui aveva trovato rifugio come eremita. San Calogero salì su questo Monte, che era stato consacrato  al dio greco Kronos, per scacciare le “potenze infernali”. Fece opera di conversione e rimase qui fino alla morte. Sull’altare, che sembra abbia costruito egli stesso, c’è l’immagine raffigurante l’eremita con una cerva, in ricordo degli ultimi suoi giorni quando, ormai anziano, non riusciva più a procurarsi il cibo; la cerva lo allattava con il suo latte. Incautamente un cacciatore un giorno lanciò  una freccia contro la cerva che si rifugiò nella grotta con il Santo e qui morì. Per visitare la grotta bisogna chiedere le chiavi ai Frati. La "Riserva Naturale Monte S. Calogero" sul Monte Kronio dovrebbe essere un’area faunistica, naturalistica e culturale, peraltro inaugurata nel maggio 2010; dovrebbe esserci anche un’area attrezzata, ma è tutto in completo abbandono! Riscendendo facciamo il carico d'acqua in un grande fontanone che si trova sulla sinistra a qualche centinaio di metri dalla Chiesa (N 37.52275 - E 13.11582). Passando attraverso Sciacca decidiamo di fermarci, ma è veramente un'impresa: traffico incredibile e parcheggi superpieni. Quando ormai eravamo rassegnati a desistere arriviamo nei pressi del porto (N 37.50534 - E 13.08088). Troviamo subito un comodo spazio e proprio di fronte c'è la stradina prima e la scalinata poi, per raggiungere in pochi minuti il centro. Posto di rilievo nell’economia di Sciacca è la ceramica, nelle vie del centro numerosissime botteghe e pannelli sui muri delle case. Mangiamo un panino con la milza fantastico nel chioschetto "La Focaccia" che si trova all'entrata della villa comunale; panini fantastici di ogni gusto ...con panelle, kebab, etc. Ci pentiamo di non averne acquistati anche per il giorno successivo; meglio scaldati che niente! Rientriamo abbastanza tardi nel camper, tv e sonno profondo. Al risveglio (3 agosto) decidiamo di spostarci, scorgiamo l'indicazione per "secca grande", ci incuriosisce e così ci fermiamo per trascorrere qualche ora sulla spiaggia. Qui (N 37.43635, E 13.23566) ci sono anche altri camper e la spiaggia è di sassi anche abbastanza grandi. Pranziamo e poi ci rimettiamo in marcia verso Eraclea Minoa. L'area archeologica non è molto estesa, ma in una posizione fantastica. Una collina sul mare: il panorama è magnifico. probabilmente fondata nel VI sec. a. C. da coloni greci di Selinunte. Inizialmente il nome della città era Minoa, successivamente venne aggiunto il nome di Eraclea forse dai Greci. Nel III sec. a.C. arrivarono i Romani, iniziò un periodo di guerre con successivo abbandono: già nel I sec. d.C. la città non era più abitata. Tentiamo di raggiungere il lido di Eraclea, ma, nonostante la strada conduca al un campeggio, è impossibile passare a causa di macchine mal parcheggiate! Torniamo indietro e, passando a Porto Empedocle, ai ispira la spiaggia e così ci fermiamo fino a circa le 19 per un bel bagno (N 37.28963 - E 13.51734). Serata passeggiando nel centro di Caltanissetta con cena etnica a base di kebab. La notte la passeremo a Piazza Armerina e, strada facendo, ci fermiamo a Pietraperzia dove completiamo la cena con arancini, calzoni, dolci e granatina ai gelsi neri (non segnalo il punto vendita perché non merita lodi, forse l'unico acquisto siciliano che non ci lascia soddisfatti). Notte in piazza Europa; qui è possibile parcheggiare solo se si arriva di sera, durante il giorno la piazza è invasa! 4 agosto: facciamo un bel giro nella città, non male ma niente di memorabile. Si vorrebbe visitare la Villa del Casale, villa tardo-romana iscritta al Patrimonio UNESCO; conta 60 stanze e 3500 mq di mosaici pavimentali! Purtroppo apre solo il pomeriggio e dal 1 ottobre 2010 verrà chiusa al pubblico per restauro, così ripartiamo ed approdiamo nel primo pomeriggio a Caltagirone. Ci stabiliamo un pochino più giù (sempre su via Circonvallazione) rispetto al punto sosta segnalato dove torneremo più tardi per fare camper service (N 37.23962 - E 14.50698). Dal nostro parcheggio si arriva al centro salendo una scalinata, ci arebbe anche una scala mobile ma non funziona. Alla fine delle scale c'è la bella Villa Comunale, mentre, procedendo sulla sinistra si arriva al centro. Un piacevole percorso tra gli infiniti negozi di ceramiche, all'apparenza uguali, ma caratterizzati ognuno dalla mano dell'artista che vi opera. La Basilica Cattedrale è dedicata a San Giuliano, il cui culto fu introdotto proprio dai normanni (era vescovo della città di Le Mans). Tra costruzioni, rifacimenti e terremoti, l'attuale struttura si può far risalire al Settecento. Bellissimi i dipinti ad olio sulla volta, la via crucis in ceramica, le reliquie di Santa Lucia di Caltagirone. Stupendo il presepe in mostra. Impossibile non menzionare la famosa scalinata costituita da 102 gradini, le cui alzate sono rivestite da piastrelle in ceramica. Negli innumerevoli negozi di ceramica si vedono spesso coppie di vasi a forma di teste, una di un uomo dalla pelle scura e una di una donna con la pelle molto chiara; il tutto risale alla leggenda del "Moro". Pare che moltissimi anni fa una ragazza viveva segregata in casa; i fratelli non le permetteva di uscire. Così, quando in città arrivò un giovane arabo, lei se ne innamorò; scoperta dai fratelli, questi decapitarono il "moro" a causa dell'odio riposto verso gli arabi che avevano conquistato la Sicilia. Sembra che le lacrime della ragazza fecero crescere a dismisura i vasi del suo balcone, così i ceramisti creano tali capolavori in ricordo di questa storia. La visita a Caltagirone è stata impegnativa ma la città meritava. Ci rimettiamo su strada dopo aver effettuato camper service: la struttura è gratuita ma molto molto spartana. Arriviamo alle 21 passate a Giarratana, dove riusciamo a sistemarci nel parcheggio di via della Solidarietà (N 37.04947 - E 14.79737 - c'è anche una fontanella). 5 agosto: iniziamo subito la visita a questo paesotto. Giarratana ha un notevole patrimonio architettonico; tutto è però successivo al 1693, anno di un terribile terremoto, che distrusse questa meravigliosa area della Sicilia. Qui a Giarratana visitiamo alcune Chiese tra cui quella intitolata a Sant'Antonio Abate. Proprio oggi qui si festeggia la Madonna della Neve, patrona del paese, e all'esterno della Basilica ci sono tanti di quei fuochi d'artificio posizionati da sbalordire! Mai visto niente di simile. Noi non aspettiamo la celebrazione e l'esplosione dei botti, sarà sicuramente molto suggestivo ma preferiamo proseguire. Da menzionare il prodotto tipico per eccellenza: la cipolla, con dimensioni fuori dagli schemi ...è enorme! Riprendiamo la nostra strada e arriviamo a Ragusa, la più piccola provincia della Sicilia. Appena arrivati ci indicano come possibile sosta il parcheggio dietro la Questura , (N 36.91466 - E 14.72757) consiglio, peraltro dato da un vigile urbano, che si rivela pessimo! È lontano dal centro, così, più tardi, sposteremo il camper nel parcheggio di Ragusa Ibla (N 36.92485 - E 14.73619). Pranziamo con calzoni, pizza e tomassimi (saccottini ripieni di carne), gelato e cannoli. Anche qui c'è pochissimo antecedente al 1693. Per avere una prima visione della vecchia città, saliamo sul trenino turistico; in circa mezz'ora, e tra indicazioni e musica siciliana, compie il giro della Ragusa Ibla. Solo qui ci sono ben 13 monumenti iscritti nel patrimonio UNESCO. In questo quartiere numerosissimi i monumenti barocchi. Il Circolo di Conversazione, in stile neoclassico, era il luogo di conversazione preferito dei nobili ragusani. Non lontano dal maestoso Duomo, il Palazzo, La Rocca dei Sant'Ippolito, uno dei pochi in buono stato di conservazione. Colpisce il portale della vecchia Chiesa di San Giorgio, distrutta dal terremoto del 1693. Si scorge la figura di San Giorgio nell'atto di uccidere il drago. Tra le altre figure rappresentate, quella che rappresenta uno dei mestieri tipici: il mielaio. In ultimo visitiamo la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio; pare che qui i bestemmiatori venissero cosparsi di miele e messi "a disposizione" di api e mosche! La sera la programmiamo all'insegna di cioccolato e, ancora, barocco: Modica. Parcheggio in P.le Falcone - Borsellino (N 36,86655 - E 14,75689). La cittadina è invasa di turisti accolti dalle infinite cioccolaterie. La scalinata che porta al Duomo è maestosa, come lo è l'interno. Facciamo conoscenza di un simpatico signore titolare del B&B "Carrube & Cavalieri"; per chi non viaggia in camper usufruire della sistemazione in questa struttura ha vantaggi insoliti: posizione centrale, ambiente curato e sapienza infinita del gestore! In pochi minuti ci descrive con sapienza luoghi e avvenimenti della città. Per assaggiare il famoso cioccolato ci rechiamo all'"Antica Cioccolateria Bonaiuto"; il cioccolato è fantastico, lavorato a freddo secondo un'antica ricetta azteca (la stessa del film "Chocolat"). Ce ne sono veramente per tutti i gusti: impossibile ricordarli tutti! Assaggiamo anche i cannoli: unici quelli alla crema di pistacchio. Dopo la solita scorta di calorie ci rechiamo a Scicli. 6 agosto: risveglio tra il vociare degli abitanti, del resto abbiamo dormito nella piazza centrale. Ci incamminiamo sul percorso del parco-museo Colle San Matteo. Incontriamo, salendo, il ben noto Palazzo Beneventano (UNESCO), annoverato tra i palazzi settecenteschi più belli della Sicilia per le sculture mostruose sulle facciate: teste di mori, di Saraceni e teste di tigri. Saliamo percorrendo la ripida stradina fino alla Chiesa di San Matteo, bellissima ma tristemente in rovina; si può anche osservare l'interno in totale degrado. Salendo ancora la Chiesa di Santa Lucia, dall'apparente buono stato ma chiusa, ci dicono che viene aperta ai fedeli solo nel giorno di commemorazione della Santa. Ancora più su costruzioni in rovina recintate dal tipico "muro a secco". Proseguiamo sul sentiero delimitato da staccionata in legno per ammirare lo splendido panorama che spazia dai monti Iblei al mare. C'è l'indicazione di un progetto (che sarebbe terminato nel 2008 ...!) per un percorso archeo-antropologico riguardante l'insediamento rupestre di Chiafura (curiosa la definizione che diede al posto Pasolini: "una specie di montagna del purgatorio, con gironi uno sull'altro, forato dai buchi delle porte delle caverne saracene"). L'unica struttura è un sentiero delimitato da una staccionata in legno; percorrendolo sono visibili le "Cento bocche di Chiafura", ossia l'antico agglomerato trogloditico. Sulla parte più alta del colle costruzione nuova in rovina e panorama stupendo su Scicli. Riscendiamo al centro dove visitiamo il Palazzo Spadaro (tardo-barocco e con all'interno l'ufficio turistico), la Chiesa di San Michele Arcangelo (rimasta chiusa per ben 18 anni; dal 1990, anno in cui un terremoto la danneggiò gravemente, al 2008), il Museo del costume e della cucina: cappelli, abbigliamento, accessori, utensili etc. Interessante. Proseguiamo e concludiamo con la visita alla particolare Chiesa di Santa Teresa dove, oltre alle sontuose decorazioni tardo-barocche, abbiamo la fortuna di ammirare varie opere provenienti da altri siti e qui in mostra temporanea. Torniamo al camper, lasciamo Scicli e ci spostiamo al Castello di Donnafugata. (Parcheggio del Castello N 36,88039 - E 14,56471). Arriviamo che son quasi le 13, il Castello sta per chiudere per la pausa pranzo e così ...facciamo pausa pranzo anche noi. Entriamo al Castello intorno alle 14.30 ed è veramente maestoso e ricco di arredi. Come spesso succede, anche questo Castello è arricchito di mistero da una leggenda, quella di Bianca di Navarra che, imprigionata dal perfido conte Bernardo Cabrera, riuscì poi a fuggire dalle gallerie circostanti. Ecco dunque il nome dialettale "Ronnafugata", cioè "donna fuggita". La storia ha sfatato completamente la fiaba di Bianca, poiché la principessa non sarebbe mai potuta entrare nel Castello: nella sua epoca il palazzo non era ancora stato edificato. Storie misteriose a parte, il Castello è bellissimo. Interessante il Salone degli Stemmi, le cui pareti sono dipinte con i simboli delle famiglie più importanti di Sicilia. Splendidi anche il Salone degli specchi, le Sale del Biliardo e della Musica e la stanza da letto assegnata alla principessa Bianca di Navarra. Eccellente anche il parco con ficus immensi, piante esotiche, statue, grotte artificiali. La coffee house in stile neoclassico è chiusa, ma dei gentili addetti all’allestimento di uno spettacolo ci permettono di vederla per pochi minuti; qui si tenevano i rinfreschi per i nobili. Tra tanto splendore è penoso assistere ad alcune sale con affreschi completamente distrutti da infiltrazioni d'acqua. Divertentissimo il labirinto in pietra, il "Pirdituri", costruito nei giardini: c'è un unico accesso e quindi tutti si perdono perché, una volta entrati, iniziano a cercare disperatamente l'uscita non sapendo che bisogna tornare indietro! Uscendo decidiamo per un pomeriggio al mare.   Scendiamo da Camarina, ma il vento è fortissimo e in spiaggia c'è il divieto di balneazione. La sabbia, alzata dal vento, ha formato delle piccole dune sull'asfalto! Approfittiamo per fare un pò di spesa ed arriviamo verso sera a Portopalo di Capopassero. Posto incantevole. Cena vicino al mare e poi ci spostiamo un pochino più avanti (in direzione Marzamemi) dove ci sono altri camper (N 36.71215 - E 15.11934). 7 agosto: mattina al mare: acqua splendida. Pranzo in ritardo e con molta calma. Nel pomeriggio ci incamminiamo verso Acireale dove, per oggi e domani è in programma il carnevale estivo e molte altre manifestazioni di completamento alla festa. Maestosi e curati nei particolari i carri; c'è, inoltre, la via dei mestieri, il cantastorie, lo spettacolo dei pupi, negozi, musei e Chiese aperti fino a notte. La Chiesa Madre è una tra le più belle mai viste. Per la notte ci spostiamo in un paese sconosciuto: il primo posto utile per dormire vista la stanchezza! 8 agosto: ci svegliamo e, poco curanti di dove scoprire quale paese ci ha accolto per la notte, decidiamo per una escursione alle Gole dell'Alcantara. Passando acquistiamo carne, salumi e pane locale. Nei pressi delle entrate (ce ne sono due, una gratuita e una a pagamento) alle gole notiamo un affollamento degno del periodo e così scegliamo di sostare nel vicino paese di Francavilla di Sicilia nei pressi di via S. Francesco (N 37,89878 - E 15,13805) e ci addentriamo, dopo un lauto pasto, lungo il Sentiero delle Gurne; è un percorso didattico che, ad un certo punto, si divide tra la stradina che arriva al ponticello dell'Enel sull'Alcantara ed una fantastica visuale di rocce e cascate, e la stradina che si ricongiunge alla strada principale (da questa c'è l'indicazione "strada dietro castello", ma è impraticabile con il camper); in fondo due tavoli con panche e barbecue in pietra, uno con copertura e uno senza. Non c'è acqua. Tornati al camper ci rimettiamo subito in marcia e seguiamo i consigli ricevuti su un percorso alternativo al classico usato per le gole (N 37.88797 E 15.16116 c'è anche una comoda fontanella). Si segue l'indicazione "gole", scritta sul muro, e si arriva dopo circa un chilometro ad uno spiazzo con l'indicazione "proprietà privata"; sulla sinistra si scende (fare attenzione perché ho visto scendendo sia un grande serpente nero sia una vipera!) e si arriva al belvedere: da qui il miglior panorama sulle gole! Torniamo al camper con molta attenzione dopo gli insoliti incontri con i rettili e, dopo una breve consultazione dello stradario, riprendiamo il nostro viaggio in direzione Randazzo. Lungo il percorso acquistiamo pomodori e cipolle (grandissime!) direttamente "dal produttore": li raccolgono all'istante! Arriviamo a Randazzo e parcheggiamo davanti al comando dei vigili urbani (N 37.87995 E 14.95361 - c'è una fontanella vicino). In paese c'è la manifestazione Randazzo Arte, così approfittiamo per un giro in centro. Scopriamo una gelateria-pasticceria pluripremiata: la Gelateria di Santo Musumeci. Ha dei gusti particolarissimi ed è il miglior gelato mai mangiato! Io assaggio anche un tartufo al pistacchio deliziosissimo. Al mattino (9 agosto) torniamo al centro e, mentre osserviamo uno strano mezzo di trasporto in un locale attiguo alla Chiesa di Santa Maria, un cortese signore ci illustra il suo funzionamento: è la Vara, esce solo una volta l'anno, il giorno di ferragosto per la festa dell'Assunta. È un carro trionfale alto non meno di venti metri con su rappresentati i misteri dell’Assunta; la particolarità è che i personaggi sono tutti rappresentati da ragazzini di circa 13 anni che devono rimanere in equilibrio durante il movimento rotatorio della macchina. Ringraziamo di cuore il cortese signore che ci regala delle cartoline d'epoca sulla strana processione di sua produzione, e continuiamo il nostro tour che finisce nella indimenticabile pasticceria del signor Musumeci. Stamattina brioche con gelato ai gusti Pirandello e Strafico! Torniamo al camper e ci avviamo verso il Parco dei Nebrodi. Ci fermiamo a Cesarò per il pranzo, la strada che attraversa il paese è abbastanza stretta e facciamo fatica ad oltrepassare il paese. Intorno alle 16 ripartiamo perché il posto non ci sembra così interessante. Prossima tappa Bronte: il paese dei pistacchi. Ci sono edifici interessanti, tra cui la Biblioteca del Collegio Capizzi, ma è tutto chiuso, così ci accontentiamo di un bel souvenir gastronomico, il pesto ai pistacchi! Ci fermiamo anche ad osservare le piante di questo frutto, poco usuali per noi; qui, invece, ne è popolato l'intero territorio. Per la sera siamo invitati in un altro paesino etneo, Zafferana Etnea. Festa e fuochi d'artificio molto belli! Restiamo qui per la notte ( Via Foscolo N  37,6907 - E 15,10738) al mattino successivo (10 agosto) Etnaland. Il parco acquatico è grande e l’attrazione-novità del 2010, AcquaSplash, è molto divertente, così come Crocodile Rapids. Per il resto, rispetto ai parchi acquatici da noi frequentati, è secondo noi troppo caro rispetto ad altri parchi da noi frequentati. Inoltre, il personale è tutt’altro che gentile. Usciti da Etnaland facciamo un pò di spesa nel centro commerciale Etnapolis, si fa abbastanza tardi e quindi si resta qui per la notte. In compagnia di un altro camper, dormiamo nel parcheggio del settore A, l'unico che resta aperto per tutta la notte (N 37.54807 - E 14.94841). 11 agosto: si punta direttamente a Messina, si attraversa lo stretto e, quindi, Reggio Calabria. Sosta solo per il pranzo e per vedere i Bronzi. Non si può passare da Reggio Calabria senza aver visto le note statue. La loro collocazione abituale è il Museo Archeologico, ma il palazzo è in ristrutturazione e così sono stati trasferiti presso il Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria. È in corso un restauro da parte del Laboratorio di Restauro del Museo e quindi i Bronzi sono distesi e possono essere osservati mentre l’équipe opera. Il viaggio di ritorno prosegue; ma a Pizzo Calabro si fa un'altra tappa. Un po' di mare e visita alla splendida Chiesa di Piedigrotta ( N 38.74108 – E 16.17446), pare che superi i Bronzi di Riace come numero di visitatori! La sua storia inizia verso la fine del 1600, quando dei marinai napoletani scampati ad una tempesta decisero di costruire una Chiesa per conservare il quadro che portavano sulla nave raffigurante la Madonna di Piedigrotta. Sulla piccola torre era stata sistemata la campana di bordo del veliero affondato e successivamente rinvenuta da pescatori. Purtroppo è stata trafugata. Nei primi del novecento due artisti del posto, Angelo Barone e il figlio Alfonso, scavarono ancora nel tufo ed ingrandirono la Chiesa; la arricchirono di statue raffiguranti santi ed episodi religiosi. Il nipote di Angelo e Alfonso, tale Giorgio, tornando dal Canada dove era emigrato si dedicò al restauro delle statue ed aggiunse due grandi medaglioni raffiguranti Papa Giovanni XXIII e J. F. Kennedy. Il posto è veramente singolare! Ci spostiamo in Riviera Settima – deviazione Prangi – e visto che è ormai arrivata la sera ci viene in mente di uscire alla ricerca di qualcosa di tipico e, forse un poco sfortunati, non rimaniamo molto soddisfatti! Pizzo Calabro è riconosciuta anche come la "Città del Gelato" e il suo Tartufo Nero è stato il primo gelato ad ottenere il riconoscimento IGP. Entriamo nella gelateria Enrico che è stata la prima gelateria al mondo ad aver ottenuto la certificazione di prodotto per il Tartufo di Pizzo e la Nocciola Imbottita; sarà colpa dei gelati e della cortesia dei siciliani ma non restiamo entusiasti né dal gelato né dal servizio. Per non parlare del ristorante pizzeria Chiringuito che si trova proprio sulla spiaggia; chiediamo alla cassa se possiamo usufruire di due menù alla carta e di due menù turistici per le bambine, ci risponde che non ci sono problemi. Andiamo a chiudere il camper e subito ci corrono dietro le bimbe dicendo che hanno cambiato idea: la sera non c’è menù turistico, la tizia della cassa si giustifica dicendo che non lo sapeva! Per principio decidiamo di non fermarci. La notte si riposa malissimo, fino ad oltre le due karaoke ai massimi decibel! Posto sconsigliato. (N 38.76448 – E 16.19423). 12 agosto: Nel pomeriggio arriviamo a Sant'Arsenio, una bella cittadina nel Vallo di Diano; siamo in provincia di Salerno. Assistiamo alla famosa ed importante manifestazione rievocativa "Alla Tavola della Principessa Costanza" a Teggiano. Festa Medievale e itinerario artistico gastronomico sono le componenti di questa superba manifestazione ambientata nei pressi del Castello dei Principi Sanseverino (Castello Macchiaroli). Il contesto, i costumi e le scenografie sono molto curate. Per arrivare si parcheggia in spazi dedicati sulla provinciale prima di arrivare in paese, dove ci sono numerose navette che conducono al centro. Cena fantastica in casa di cari amici e notte nei posti bus nei pressi della scuola, tanto le scuole sono chiuse (N 40.46896 – E 15.48403). Si potrebbe dormire anche nella piazza principale, dove tra l'altro troviamo un bel posto, ma domani è venerdì ed è giorno di mercato. Al mattino (13 agosto) ci rechiamo tutti insieme a Padula, città natale di Joe Petrosino per visitare la Certosa di San Lorenzo, una delle più grandi Certose ancora esistenti in Europa, dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Fu fondato da Tommaso San Severino nel 1306 ed ha una struttura che ricorda la forma della graticola, in ricordo del martirio di San Lorenzo; infatti il Santo fu bruciato vivo proprio su una graticola. La parte principale della Certosa è in stile Barocco ed occupa una superficie di 50.500 m² e contiene oltre 320 stanze! Il Chiostro è uno dei più grandi del mondo. Terminiamo l’interessante visita al monastero abbastanza tardi, poi di nuovo a casa dei nostri amici per un indimenticabile pranzo. Pomeriggio alle Grotte dell'Angelo a Pertosa (Parcheggio a pagamento vicino alle grotte N 40,53706 - E 15,45420). Risultato di 35 milioni di anni di costante lavoro da parte della natura, sono veramente molto suggestive! Ci sono tre possibilità di visita: percorso base, intermedio ed extra; dipende da quanto si ha voglia di camminare! Scegliamo il percorso più lungo, quello extra, che inizia su una singolare imbarcazione spostata “a mano” dalla guida. Sono meravigliose, scorci indimenticabili e suggestivi. Da circa tre anni le Grotte dell’Angelo ospitano uno spettacolo denominato “L’Inferno di Dante nelle Grotte a Pertosa” , in effetti notiamo pannelli e allestimenti che ricordano la commedia; deve essere molto interessante ma si svolge il sabato sera e noi dobbiamo ripartire. Lasciamo Sant'Arsenio e ci fermiamo in un paesino sul percorso per Caserta. Il 14 mattina, come conclusione di queste vacanze estive, visitiamo la Reggia. Sostiamo nel comodo parcheggio della Cooperativa Caserta Nuova (€ 1.50/h - N 41,07030 - E 14,32945).  Inutile tentare di spiegare l’edificio e il suo immenso parco. Il nostro tour del maestoso complesso termina dopo circa 4 ore! Si riparte, nel pomeriggio siamo a casa!

 

Si ringrazia Stefania e il portale http://kiala.altervista.org/

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 1) commento di: sergio [email]

Grazie..

  data inserimento commento > 12-09-2012

 2) commento di: paola [email]

Itinerario stupendo

  data inserimento commento > 04-08-2011

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